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Le tre fate, una fiaba ambientata a Marcianise

Le tre fate - Fanciulla Di Campagna

Non tutti sanno che esiste una fiaba tratta da una famosa opera letteraria, che è ambientata a Marcianise. Si tratta del racconto de Le tre fate, tratta da Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille, una raccolta di fiabe di Giambattista Basile tra il 1634 e il 1636. L’opera, anche nota come Pentamerone, è realizzata sul modello del Decameron di Boccaccio.

Una ragazza bellissima e una matrigna invidiosa

La novella dalle connotazioni fiabesche de Le tre fate è il primo racconto della terza giornata della raccolta di Giambattista Basile. Essa narra di Caradonia, una vedova cattiva e invidiosa di Marcianise, madre di una ragazza di aspetto poco gradevole, Grannizia, che risposa con Micco Antuono. Quest’ultimo, di contro, ha una figlia bellissima, che si chiama Cicella. Tra la ragazza e la matrigna i rapporti diventano subito pessimi perché la matrigna detesta Cicella per via della sua bellezza e bontà, doti che Grannizia non possiede nemmeno lontanamente. Così la costringe a massacrarsi la schiena con tutte le faccende di casa.
Un giorno a Cicella cade una cesta in fondo ad un dirupo, sul cui fondo si diceva abitasse un orco. Per paura delle conseguenze causate dalla sua goffaggine, la ragazza si fa coraggio e decide di scendere.

Le Tre fate è tratto dal Pentamerone
Lo cunto de li cunti o Pentamerone, opera di Giambattista Basile. Fonte: Tes

Ma ad aspettarla non c’era un orco, bensì tre fate. Queste chiedono alla ragazza di pettinare loro i capelli chiedendole di riferire loro cosa ci trovasse. Nonostante i pidocchi, la ragazza con educazione non dice nulla, così le fate la portano a visitare la loro enorme dimora. Una volta arrivate al guardaroba, chiedono a Cicella di scegliere un abito e lei prende il più umile che riuscì a trovare. Le fate, colpite dall’umiltà della ragazza, le danno l’abito più bello e l’accompagnano all’uscita attraverso una porta di diamanti da cui, una volta varcata la soglia, cade una stella splendente che si poggia sulla fronte della ragazza.

L’epilogo agrodolce

Immaginatevi la reazione di Caradonia quando Cicella torna a casa come una principessa! Immediatamente manda Grannizia dalle fate. Costei, tuttavia, non fa altro che lamentarsi dei pidocchi delle fate e, una volta giunta al guardaroba, si prende l’abito più bello e sfarzoso. Così le tre fate la cacciano via dal castello, facendola uscire dalla stalla, dalla cui porta le cade in testa un testicolo di asino. L’episodio fa infuriare ancora di più la vedova, che priva Cicella del suo abito per darlo a Grannizia, per poi mandare la figliastra a badare ai porci.

Le tre Fate
Le tre fate apprezzarono molto l’umiltà di Cicella. Fonte: Cuore di Celluloide

Un giorno dal casale marcianisano passa Cuosemo, un ricco signore che, vedendo Cicella, se ne innamora perdutamente. Così va da Caradonia a chiedere la mano della ragazza, ricevendo subito uno strano assenso. La vedova, però, aveva già in mente di sostituire le due figlie, facendo sposare Grannizia a Cuosemo. Dopo la prima notte di nozze, scoperto l’inganno, Cuosemo torna al casale per annullare il matrimonio, ma non trova Caradonia. È il gatto a dirgli che Cicella era rinchiusa in una botte in cantina e così Cuosemo corre a liberarla, rinchiudendo Grannizia al suo posto.
Così, quando Caradonia torna a casa per buttare l’acqua bollente nella botte dove crede essere rinchiusa Cicella, finisce con l’ammazzare l’amata Grannizia. E una volta scoperta l’amara verità, per la disperazione si getta in un pozzo.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.
Le tre fate, una fiaba ambientata a Marcianise ultima modifica: 2019-05-10T11:10:25+02:00 da Luigi Bove

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