STORIA TRADIZIONI

La lavorazione della canapa a Marcianise e i lagni del Clanio

Lavorazione Della Canapa

Fino a qualche decennio fa Marcianise viveva principalmente di agricoltura. Tra le varie attività, grandissima importanza aveva la lavorazione della canapa, che per molte famiglie era la principale fonte di sostentamento.

La lavorazione della canapa

La canapa è una fibra molto resistente che può avere molti utilizzi. Un tempo, infatti, la si impiegava per realizzare cordami. Successivamente diventò centrale nella preparazione per la tela da cui si ricavavano lenzuola e tovaglie per il corredo. La sua lavorazione richiedeva un processo molto lungo, che cominciava a marzo e terminava nel periodo invernale. Durante le varie fasi, infatti, prima veniva maciullata, poi pettinata e, infine, raccolta in fasci. Durante la fase della macerazione, in particolare, si raccoglievano gli steli della pianta in fasci più piccoli chiamati mattole, che successivamente si immergevano in grandi vasche, che a Marcianise sono chiamate lagni.

Lavorazione Della Canapa
Alcuni contadini immergono i fasci di canapa nella vasche. Fonte: LaRampa

La lavorazione della canapa, inoltre, era molto importante anche per altri fattori. Uno di essi, ad esempio, è che di questa pianta non si buttava praticamente nulla. Dagli scarti derivati dalle fasi di lavorazione si ricavava un prodotto di qualità ovviamente inferiore, utile per realizzare i sacchi per contenere i cereali raccolti.

I lagni marcianisani

I lagni, anche detti fusari o vasche, erano invasi scavati ai lati del Clanio per contenere l’acqua per la macerazione della canapa. Erano tantissimi e, grazie al lavoro di Nicola Erboso possiamo citarvene parecchi.
Partendo da est era presente O lagno a Lanciosa, posto nei pressi del lagno Aurno. Presso quest’ultima vasca era presente anche una costruzione dove c’era degli addetti atti a riscuotere la tassa per la macerazione della canapa, che era chiamata fusaratica.
Più a sud si trovava, invece, il lagno più antico, ‘O lagno ‘e Pontaggraunaro o lagno vecchio. Sulla riva destra del Clanio, invece, nella zona chiamata Boschitiello, vi erano ‘A foss ‘e Mulet e, poco distante, ‘o lagn ‘e Ferr, donato da Francesco Farro all’A.G.P. di Marcianise nel XVI secolo. Scendendo il corso del fiume, infine, vi erano i maceratoi di Rio Mazzoni, ‘o lagno ‘o ggravon e ‘o lagno ‘a funtana, nella Starza Carbone.

lavorazione della canapa - Fiume Clanio
Ciò che resta del fiume Clanio. Fonte: Il tempo e la memoria

Questi appena citati non erano gli unici lagni presenti in zona. A causa dell’enorme lavoro svolto dai contadini, infatti, se ne scavarono molti altri e alcune famiglie si stabilizzarono proprio nei pressi delle vasche.
Oggi questi lagni sono stati riempiti di terra e le vasche sono state demolite. La loro precisa ubicazione ci è nota grazie al ritrovamento di alcune pietre che servivano a mantenere sott’acqua le pile di canapa.
La lavorazione della canapa, in conclusione, è stata a lungo fondamentale per i cittadini di Marcianise. Essi, infatti, riuscivano così a garantirsi un buon reddito e ad accumulare dei gruzzoli che sarebbero serviti a costruire la casa da donare al figlio maschio per il suo matrimonio.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.
La lavorazione della canapa a Marcianise e i lagni del Clanio ultima modifica: 2019-05-24T10:38:30+02:00 da Luigi Bove

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